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Le mosse tattiche di Chivu: pressing alto e coperture preventive per registrare l'Inter

Correttivi in vista tra pressing alto, marcature preventive ed equilibrio per la Champions League (ma non solo)

15 Ott 2026 - 08:56
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Chi si aspetterà rivoluzioni o grossi cambiamenti, resterà deluso: Cristian Chivu ha chiaro in testa cosa non va nell'Inter ma continua a pensare che vadano sistemati dettagli e situazioni di partita più che lavorare su singoli, impianto tattico o atteggiamento in campo. Certo è che la sconfitta contro il Bruges ha imposto una seria riflessione nello staff tecnico, che non può essere spiegata solo con una cosiddetta "sindrome da Champions" (sette sconfitte nelle ultime otto partite europee) visto che dalla famosa finale col Psg sono passati 503 giorni.

Come cambierà l'Inter?

 L'obiettivo prioritario sul quale Chivu lavorerà con la squadra riguarda la gestione delle due fasi nell'arco dei novanta minuti, in particolare quando il possesso palla passa agli avversari: in Champions non sono ammesse pause che portano a pericolosi allungamenti tra i reparti. E allora prevedibile un intervento su efficacia e tenuta delle marcature preventive durante lo sviluppo della manovra d'attacco. La necessità di evitare contropiedi a campo aperto impone una ripartizione più rigida dei compiti tra i centrocampisti destinati all'impostazione e quelli chiamati alla copertura. D'accordo gli errori, tra gli altri, di Josep Martinez e Akanji ma le mezzali stanno facendo poco filtro, vedi lo 0-1 dei belgi con Zielinski fuori tempo.

La questione difensiva

 Senza centrali bravi a difendere con baricentro basso (Stones ora infortunato è l'unico in rosa a poter sopperire a quel che facevano Acerbi e De Vrij), l'Inter è costretta a mantenere una linea difensiva alta e proattiva. Non è escluso, vedendo il mercato fatto e le prime partite stagionali, che questo modo di giocare sia stato studiato appositamente ma, almeno per ora, non ha funzionato. E non è solo questione di Champions visto che in Serie A è vero che l'Inter è prima senza sconfitte ma ha dovuto troppo spesso rincorrere e ribaltare, con conseguente ulteriore dispendio di energie fisiche.

La nuova vecchia Inter

 Sulla trequarti e in mediana, poi, Chivu pretenderà maggiore determinazione nei duelli individuali e nell'aggressione sulle seconde palle. Dopo il Bruges dunque non si assisterà dunque a un'inversione di tendenza o a un atteggiamento rinunciatario, il piano tattico continuerà a fondarsi sulla ricerca della superiorità e sul controllo del gioco, supportato da un'attenzione superiore alle distanze tra le linee per evitare cortocircuiti nelle fasi di transizione negativa.

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© italyphotopress
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